Convocato per questo nuovo lavoro, rimango a bocca aperta per il luogo in cui si trova.. ancora prima di arrivare capisco che sarà qualcosa di diverso dal classico giardino.

Il panorama lascia senza fiato, osservo  il verde che già possiede una sua identità..(degli anni 80) ed a mio avviso  le piante potrebbero anche non esistere di fronte a questo spettacolo.

Siamo in una delle riserve più belle del mondo, l’oasi di Vendicari.

Varcato il cancello, si percepisce all’istante un senso di impotenza dinnanzi alla casa che domina lo spazio e ben verticalizzata dalle palme esistenti.. l’istinto è di camminare con il naso all’insù, ma io invece vengo immediatamente attratto dalle problematiche :

il pavimento rovinato dal tempo

C’erano dei punti peggiori degli altri e quindi abbiamo realizzato in planimetria un disegno che ne coprisse le imperfezioni, con un prodotto per pavimento, che garantisse continuità estetica e giocasse con le proiezioni delle ombre.

Un’area tecnica su cui sono stati collocati dei pannelli solari

Essendo pavimentato e non potendo usare schermature in vegetali, abbiamo optato per un frangivista in legno. Così facendo abbiamo ricavato anche un’enorme zona tecnica dietro la struttura.

Il passaggio dalla veranda al solarium della piscina

Il pavimento era in pessime condizioni oltre ad essere sottomesso, quindi abbiamo creato un pavimento galleggiante con i miei tanto amati “tavoloni da ponteggio” prontamente trattati.

Non sempre un paesaggista migliora con l’uso delle piante, ma può farlo anche con astuzia e materiali che rispettino i luoghi.